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In questa sezione: approfondimenti sui temi delle pari opportunità, argomenti di attualità e costume che riguardano al vita delle donne, iniziative segnalate dalle lettrici e lettori, eventi di rilevanza locale e nazionale selezionati dalla redazione, news sulle attività dell'Ufficio della Consigliera.


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illustrazioni in bianco e nero in dissolvenza che ritraggono donne in diversi contesti

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BUONA NAVIGAZIONE A TUTTE E TUTTI

Lucia Senese (consigliera effettiva)
Fiordelisa Leone (consigliera supplente)

Primo Piano - Tema del mese

Tema del mese

Le nuove linee guida della legge 40

Sì alla diagnosi pre-impianto e ai malati di epatite e AIDS. L’ultimo atto di un ministro donna rimuove le incongruenze più gravi e odiose delle norme sulla procreazione assistita. Con l’auspicio che anche nella nuova maggioranza prevalgano il buon senso e i dati scentifici più che l’ideologia.

Le nuove linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, previste dall’articolo 7 della legge 40 del 2004, e che aggiornano le precedenti linee guida del 21 luglio 2004, sono state firmate dal Ministro della Salute Livia Turco lo scorso 11 aprile, all’indomani del pronunciamento da parte del Comitato di presidenza del Consiglio superiore di sanità, avvenuto il 9 aprile. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008.

Si è così concluso l’iter di emanazione di questo provvedimento, secondo quanto previsto dalla stessa legge 40 che indica la necessità di un aggiornamento delle linee guida almeno triennale in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica e da attuarsi avvalendosi dell’Istituto superiore di sanità e previo parere del Consiglio superiore di sanità. Quest’ultimo si è espresso due volte: la prima, con parere del 19 luglio 2007, quando rilevò la sussistenza dei presupposti tecnico-scientifici per l’aggiornamento, fornendo una serie di indicazioni precise al Ministro della Salute finalizzate al miglioramento delle vecchie linee guida; la seconda, il 9 aprile scorso, quando ha sottolineato la coerenza del testo delle nuove linee guida, per la parte di pertinenza, con il suo precedente parere. Le linee guida della Turco, che quindi non toccano direttamente la legge, bensì le sue norme attuative, sono "un atto dovuto in coerenza con il dispositivo della legge", perchè già la magistratura in ben tre pronunciamenti e in particolare il Tribunale Amministrativo del Lazio nel 2007 avevano specificato che il limite previsto per le indagini preimpianto non era compatibile con la stessa legge.

Queste le principali novità delle nuove linee guida:

1. la possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) viene estesa anche alla coppia in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA: in questi casi c’è infatti un elevato rischio di infezione per la madre e il feto conseguente a rapporti sessuali non protetti con il partner sieropositivo, un rischio che, di fatto, preclude la possibilità di avere un figlio a queste coppie;
2. l’indicazione che ogni centro per la PMA debba assicurare la presenza di un adeguato sostegno psicologico alla coppia, predisponendo la possibilità di una consulenza da parte di uno psicologo adeguatamente formato nel settore;
3. l’eliminazione dei commi delle precedenti linee guida che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale, giudicate illegittime da diversi tribunali e in particolare dal TAR del Lazio nell’ottobre 2007: in pratica, viene rimosso il divieto alla diagnosi pre-impianto degli embrioni,mantenendo ovviamente il divieto di qualsiasi diagnosi a fini eugenetici così come previsto dalla legge.

L’emanazione delle linee guida proprio negli ultimi giorni del governo ha suscitato ovviamente polemiche politiche, anche se il Ministero sottolinea la trasparenza e il rigore dell’iter procedurale avviato da molti mesi e completato solo il 9 aprile scorso con l’ultimo parere obbligatorio dell’organo consultivo. Scontati i giudizi fortemente negativi dei sostenitori di un’applicazione restrittiva della legge, mentre sul fronte opposto prevalgono commenti parzialmente positivi, in particolare delle associazioni di genitori con problemi di infertitilità, che una settimana fa avevano lanciato un appello a mantenere l’impegno assunto da Livia Turco di modificare almeno le norme applicative che aggiungevano ulteriori ostacoli a quelli, già pesanti, fissati dalla legge. Anche la Consulta Nazionale di Bioetica "plaude alla decisione del ministro della Salute, che torna così anche a dare fiducia alla comunità scientifica invece che alle astratte ideologie" e "auspica che il nuovo ministro voglia mantenere inalterate le modifiche introdotte, puntando semmai ad estendere anche ai portatori non sterili di malattie genetiche l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita". Anche se i segnali da parte della nuova maggioranza non sono incoraggianti, e questo blando miglioramento rischia di non avere vita facile. Sulla pelle delle donne e delle coppie che lottano per avere un figlio e per farlo nacsere e crescere in buona salute.

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