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Domenica 05 Febbraio 2012 ore 15:30


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Donne e politica: la scalata ai pregiudizi

Il nostro primo Tema del Mese prende spunto da un fatto di cronaca avvenuto poche settimane fa.

La gravità di quanto occorso ha spinto la Consigliera di Parità ad intervenire, portando all'attenzione della Ministro Stefania Prestigiacomo l'episodio.

Il testo riportato è quello integrale della lettera inviata alla Ministro. Ci è sembrato un buon punto di avvio per una discussione aperta e costruttiva sui valori della politica e sulle profonde contraddizioni che ancora caratterizzano la nostra cultura.

 

 

On.le
MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA'
Stefania Prestigiacomo
Piazza Barberini,38
ROMA

Gentile Signora Ministro,

ho sentito il bisogno di rivolgermi a Lei, in quanto titolare del Dicastero preposto all'attuazione dell'uguaglianza formale e sostanziale tra uomini e donne, anche se la mia lettera non contiene specifiche richieste o istanze di intervento.

Ho apprezzato la forza con la quale, in più di una circostanza, Lei ha saputo mostrare a tutti i cittadini che, quando si parla di donne, del loro corpo, della loro vita, occorre sapersi affrancare dalle posizioni della propria parte politica, ma sono anche convinta che la Sua funzione possa essere tanto più efficace quanto più Le è consentito di cogliere, dal basso, l'umore culturale del Paese.

Svolgo, a Salerno, il ruolo di Consigliera Provinciale di Parità con uno stimolo che, a volte, sorprende anche me stessa, ma anche con qualche tentazione di resa dovuta alle difficoltà di percepirmi davvero inserita in un contesto istituzionale tutt'altro che "aperto " alle donne.

La mia provincia si inserisce, senza grandi differenze, nel contesto culturale e sociale del Mezzogiorno d'Italia, segnato, anche e soprattutto riguardo alle donne, da profonde contraddizioni e da uno scarto, forse più visibile che nel resto del Paese, tra "modernità ed arretratezza".

Anche nei nostri territori le donne vanno, comunque, sempre più avvertendo il bisogno di partecipare, attivamente, alla gestione della cosa pubblica ed al governo del Paese, così come è vivo tra loro il bisogno di ridefinire comportamenti sociali ed assetti familiari e personali.

Sono certa che nulla di ciò che Le sto scrivendo non Le sia già noto, ma una sintetica premessa era necessaria per introdurmi e soprattutto per introdurLe ciò che intendo davvero raccontarLe.

Si tratta di un episodio che è stato posto alla mia attenzione nella mia veste di garante locale dell'uguaglianza sostanziale tra i generi e sul quale non posso intervenire in altro modo che rendendolo noto come un piccolo ma significativo esempio di quanto possa essere discriminatorio, per le donne, il mondo della politica.


Valva è una cittadina della provincia di Salerno tristemente famosa perché devastata dal terremoto del 1980.

Fiorenza Volturo,consigliera comunale, è capogruppo dell'opposizione in seno al Consiglio.

Fiorenza è entusiasta del suo ruolo, conquistato e gestito tra mille difficoltà, crede fermamente nella politica, crede nella gestione "etica" della cosa pubblica, si batte perché gli interessi della sua comunità vengano perseguiti attraverso criteri di legalità efficiente e dinamica.

Fiorenza ingaggia una piccola-grande battaglia politica in merito alla gestione dei fondi post-terremoto; chiede pubblicamente al Sindaco, Michele Cuozzo, chiarimenti che rendano trasparente l'utilizzo dei fondi stanziati per la ricostruzione. La risposta del Sindaco non si fa attendere e trova spazio nel corso di un pubblico comizio.

"....io come cittadino di Valva ho contribuito alla crescita di questa comunità. Ho dato a questo paese dei figli, cerca di fare qualcosa anche tu per dare un figlio a questa comunità...e la scuola avrà più bambini!"ed ancora "L'altra sera ascoltavo una Cenerentola che vive fuori dal mondo, che diceva che Valva sta morendo... non va avanti... è probabile che uscendo dopo mezzanotte, non vede questo paese che cresce... e dice sempre le stesse cose".

Evidentemente questo Sindaco non è stato toccato dai profondi mutamenti intervenuti nelle relazioni pubbliche e private, negli assetti organizzativi della società, finanche negli atteggiamenti della politica, di cui le donne sono state e sono uno dei principali motori.

Lei sa, d'altronde, Ministro, che comportamenti come quello descritto sono ancora troppo diffusi, che non basteranno solo regole astratte a modificarli e che non c'è Potere che sia in grado davvero di cancellare, da un giorno all'altro, pregiudizi come quello appena descritto.

Ciò che si può fare, a mio avviso, è trasformare i pregiudizi in tensioni creative, in processi vitali fatti di reciprocità tra donne e con gli uomini, in effetti-eco, in meccanismi di sostegno e riconoscimento anche "vestiti", perché no, di ironia.

Ciò che si può fare, magari, è credere che le certezze di chi non accetta la forza delle idee e delle parole, quando provengono da una donna, vacillino di fronte alla voce, femminile e autorevole, di un Ministro.

Nel ringraziarLa dell'attenzione che avrà voluto rivolgere alla mia richiesta di ascolto, Le porgo i miei più cordiali saluti.

 

La Consigliera Provinciale di Parità
Avv.Lucia Senese


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